L'anime giapponese oggi
Le produzioni animate giapponesi accordano maggiore attenzione alla grafica, al design e alla narrazione piuttosto che all'appeal del movimento in sé.
Le produzioni animate giapponesi accordano maggiore attenzione alla grafica, al design e alla narrazione piuttosto che all'appeal del movimento in sé. Originariamente, questo nasce da un contesto economico di scarsi budget allocati, ma oggi queste produzioni di tipo limitato hanno conquistato, sotto la denominazione di anime (« disegno animato giapponese su cellulosa »), un nuovo pubblico di appassionati in tutto il mondo, ed esercita addirittura un'influenza sul linguaggio visivo del cinema hollywoodiano. Ancora oggi, questo enorme slancio prosegue, e sono circa cento i titoli che fanno la loro apparizione sugli schermi televisivi ogni stagione* , mentre film per il cinema e titoli destinati a uscite video sono prodotti in quantità, e in modo continuo.
L'anime per adulti
Un'altra caratteristica del disegno animato giapponese è il gran numero di produzioni destinate non solo ai bambini e al pubblico familiare, ma a fasce di pubblico variate, dagli adolescenti agli adulti. Allo stesso modo, dal lato dei creatori, molti sono coloro che, lungi dal ridurre il livello del loro lavoro formale con il pretesto, ad esempio, che altrimenti « i bambini non capirebbero », si sforzano invece di trasmettere veramente un messaggio. Il regista Hayao Miyazaki, oggi di fama internazionale, è anch'egli un creatore appassionato, che si è dedicato nel corso di tutta la sua carriera a trasmettere certi valori ai suoi spettatori. Conseguenza di questo spirito di investimento personale ininterrotto: per i personaggi come per le narrazioni, la creazione, lungi dal limitarsi a schemi stabiliti, non cessa di esplorare nuove strade. Ammesso che l'anime giapponese abbia il potenziale di oltrepassare i confini, questo probabilmente deriva da un tale atteggiamento dei creatori rivolti risolutamente verso il loro pubblico. Si tende spesso a enfatizzare maggiormente i personaggi, i costumi e le descrizioni di universi high-tech nel posizionarli all'avanguardia dell'innovazione, ma prima di tutto questo, è al potere di « diffusione interiore » emesso dalle opere che bisogna prestare attenzione. Perché è proprio dalla genesi di un'emozione che ogni bellezza decorativa risplende a sua volta.
Tecniche d'animazione ancora tradizionali
Da poco più di un decennio, sotto forma di una tendenza planetaria, il mondo dell'immagine è entrato nell'era del digitale. L'anime giapponese non fa eccezione, ed è entrato in un'era di grande cambiamento, dove la catena di produzione si svolge ora anche sui computer. Detto ciò, la colorazione, la ripresa e il montaggio sono le principali fasi interessate da questo passaggio al digitale, mentre il lavoro del disegno, i personaggi animati e gli scenari rimangono oggi ancora realizzati essenzialmente secondo processi manuali che alcuni designano con l'appellativo « 2D ». È in questo un contrasto esemplare al cinema d'animazione americano, dove dominano le produzioni in « 3D pura », basate su un'informazione visiva fotorealistica e dotate di volume, derivante dalle capacità di elaborazione e calcolo informatico.
In Giappone, le opere in « 3D pura » non costituiscono ancora il nucleo della produzione animata. Persino in Appleseed: Ex Machina**, ad esempio, la resa visiva adottata è deliberatamente quella di un « disegno tradizionale di anime giapponese, basato sull'applicazione di campiture di colore all'interno di aree definite da tratti di contorno ». Inoltre, nei disegni animati di fantascienza, il ricorso alla 3D è diventato più frequente per rappresentare gli elementi meccanici rigidi e a struttura complessa fondata su un gioco di superfici, ma anche in questo caso vengono utilizzati processi « ibridi » che fanno coincidere questi elementi con quelli animati dal disegno.
Uno stile grafico facilmente identificabile
Lo stile grafico dell'anime giapponese viene spesso paragonato alla cultura tradizionale giapponese dell'incisione (Ukiyo-é). Alcuni affermano che fondamentalmente, i giapponesi percepiscono il mondo come una sovrapposizione di corpi che formano superfici piane, e delimitate da tracce di contorno. Fondato sia per il colore che per il tempo sulla riduzione in fasi elementari, l'anime giapponese condivide una forte familiarità con questa capacità di percezione tradizionale, e può essere collocato nel proseguimento di registri artistici che sfruttano pienamente la riduzione in fasi elementari, come il teatro Kabuki o quello del Bunraku***.
Nella produzione animata infografica americana, domina un'inclinazione all'opulenza, alla pienezza, a dedicare una quantità considerevole di informazioni per coprire la superficie corporea degli esseri animati di un sistema pilifero (pelliccia), per crearli dotati di parola, e dotarli inoltre di un importante linguaggio gestuale. Al contrario, e come testimonia chiaramente Pikachu, il personaggio molto popolare della serie Pokémon, l'anime giapponese accorda un'importanza primaria alla riduzione in forme elementari. Nella complicità interiore tra Pikachu e il giovane Satoshi (Sasha), il valore molto particolare accordato a una forma di comunicazione non-verbale illustra una mentalità profondamente giapponese. E forse è proprio per la natura povera e spoglia che gli serve da punto di partenza, che l'anime giapponese può trovare il suo pubblico in tutto il mondo.
Affinato nel corso degli anni in uno stile caratteristico, l'impatto formale dell'anime giapponese attrae oggi l'attenzione su di sé come arte a livello mondiale. C'è qui un potenziale latente considerevole in termini di scambi internazionali. E i giapponesi, pur essendo i primi interessati, probabilmente non lo misurano ancora. Speriamo che questo potenziale senza frontiere dell'anime giapponese trovi il suo pieno sviluppo arrivando a maturità.
* : Una stagione dura tre mesi. L'anno si divide così in quattro stagioni: aprile-giugno, luglio-settembre, ottobre-dicembre, gennaio-marzo.
** : Film d'animazione 3D basato sull'opera originale Appleseed di Masamune Shirô, e realizzato da Shinji Aramaki.
*** : Un tipo di teatro giapponese tradizionale con marionette di grande taglia.
Domande frequenti
L'anime designa le produzioni di animazione giapponesi, caratterizzate da uno stile grafico unico basato su tratti di contorno netti, campiture di colore e un'attenzione particolare alla narrazione e alle emozioni dei personaggi. Contrariamente all'animazione americana che privilegia spesso la 3D fotorealistica e il movimento, l'anime giapponese punta sulla riduzione grafica e sulla potenza narrativa.
Il successo mondiale dell'anime dipende da diversi fattori: storie profonde che si rivolgono a tutte le età (bambini, adolescenti, adulti), uno stile visivo immediatamente riconoscibile, e la capacità di creatori come Hayao Miyazaki di trasmettere valori universali. La diversità dei generi (azione, romanzo, fantascienza, fantasy) consente a ognuno di trovarvi il proprio.
L'anime giapponese è tradizionalmente prodotto in 2D, con disegni realizzati a mano e colorizzati digitalmente. La 3D è a volte utilizzata per gli elementi meccanici complessi, in produzioni dette 'ibride'. Contrariamente al cinema d'animazione americano dominato dalla 3D fotorealistica, il Giappone preserva deliberatamente l'estetica disegnata come in Appleseed: Ex Machina.
Lo stile grafico dell'anime è spesso accostato all'incisione giapponese Ukiyo-e, con una percezione del mondo in superfici piane delimitate da contorni. Questo approccio di 'riduzione in forme elementari' è inoltre condiviso con arti tradizionali come il teatro Kabuki e il Bunraku (teatro di marionette), testimoniando un'estetica profondamente radicata nella cultura giapponese.
La produzione di anime è molto intensa in Giappone: circa cento nuovi titoli fanno la loro apparizione sugli schermi televisivi ogni stagione, ovvero approssimativamente quattro stagioni all'anno (aprile-giugno, luglio-settembre, ottobre-dicembre, gennaio-marzo). Ai quali si aggiungono i film di cinema e le produzioni direttamente destinate al video.
Hayao Miyazaki è uno dei registi d'animazione giapponesi più celebri al mondo, cofondatore dello Studio Ghibli. Le sue opere come Il Mio Vicino Totoro, Principessa Mononoke o La Città Incantata sono riconosciute internazionalmente per la loro profondità narrativa, i loro valori umanistici ed ecologici, e il loro stile visivo unico. Ha contribuito a fare dell'anime un'arte riconosciuta su scala mondiale.


